Per molti anni, la neurologia ha sostenuto un dogma apparentemente incrollabile: il cervello umano è un organo statico. Secondo questa visione, nasciamo con un corredo fisso di neuroni e, una volta raggiunta l'età adulta, possiamo solo assistere a un lento e inevitabile declino.
La scienza moderna ha ribaltato questa prospettiva. Una ricerca condotta dai ricercatori del Karolinska Institute e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science ha aperto nuove prospettive. Lo studio ha scoperto che il cervello umano mantiene la capacità di generare nuove cellule nervose (neurogenesi) per tutta la vita, persino fino a 97 anni.
Proprio così: i ricercatori svedesi hanno scoperto che il cervello può continuare a creare nuovi neuroni anche quando siamo adulti, anche se con un’efficienza minore rispetto all’età infantile. Gli studiosi del Karolinska Institute hanno analizzato 36 cervelli post-mortem di individui di età compresa tra 0 e 78 anni, affiancando tecniche evolute di biologia molecolare ad avanzati algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.
Secondo quanto hanno appreso, la neurogenesi avviene in una zona specifica del cervello chiamata giro dentato dell'ippocampo, l'area deputata alla memoria episodica e all'apprendimento. Qui risiedono le cellule staminali neurali, cellule non ancora specializzate che possiedono il potenziale per trasformarsi in neuroni funzionali.
Nelle persone affette da malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, la neurogenesi subisce un arresto drastico e precoce. Il dato più interessante è che questo blocco della produzione neurale avviene prima che compaiano i sintomi clinici evidenti come la perdita di memoria grave, suggerendo che monitorare la neurogenesi potrebbe diventare in futuro uno strumento di diagnosi precoce.

La ricerca scientifica si concentra ora sul comprendere i meccanismi della neurogenesi adulta, considerata una potenziale chiave per l'autoriparazione del cervello. La possibilità di generare nuovi neuroni apre infatti scenari promettenti per il ripristino dei circuiti neurali danneggiati da traumi o patologie.
Studi su modelli animali indicano che uno stile di vita attivo e un ambiente ricco di stimoli possono accelerare questo processo, offrendo una protezione naturale contro l'invecchiamento cognitivo e i disturbi dell'umore. Anche se le applicazioni terapeutiche dirette sono ancora in fase di studio, la certezza che il cervello adulto mantenga questa plasticità rivoluziona la nostra concezione dell'apprendimento e delle capacità di recupero durante l'intera esistenza.
Se il cervello ha il potenziale per rigenerarsi fino a oltre 90 anni, perché spesso sentiamo la memoria perdere colpi molto prima? La risposta risiede nell'ambiente in cui viviamo: possiamo influenzare positivamente questo processo attraverso lo stile di vita.
Le nostre scelte quotidiane possono accelerare o frenare la neurogenesi:
In quest'ottica, supportare le funzioni cognitive con una bevanda funzionale priva di zuccheri aggiunti è una strategia intelligente: permette di fornire energia mentale e nutrienti specifici per il focus. Inizia subito: ricarica la mente con il brain fuel.
Teoricamente fino alla fine della vita. Sebbene il tasso di produzione rallenti con l'invecchiamento, un cervello sano di un ottantenne produce ancora nuovi neuroni.
L'abuso di alcol inibisce drasticamente la nascita di nuove cellule e danneggia quelle esistenti. Tuttavia, il cervello ha una grande capacità di recupero: l'astinenza può riattivare parzialmente i processi rigenerativi.
Non è un processo immediato. Dalla divisione della cellula staminale alla completa integrazione del nuovo neurone nei circuiti cerebrali passano circa 4-6 settimane. La costanza nelle buone abitudini è quindi essenziale.